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Due chiacchiere con la giovane Greta Mariani #musicinterview





Noi di Outsider diamo voce a tutti quelli che hanno da comunicare qualcosa. Questa volta, è toccato a Greta Elisabeth Mariani, giovanissima cantautrice romana, che sin da piccola ha mostrato il proprio interesse per la musica. Già premiata all'estero, lo scorso anno ha avuto modo anche di aprire delle tappe del tour dei Tiromancino e quelle dell'unplugged tour di Marina Rei. A marzo ha finalmente pubblicato il suo primo EP “Wonderful” prodotto interamente a Londra da David Ezra e di recente, invece ha pubblicato, il video ufficiale di “Song N°5”, il terzo singolo estratto dall'album.
Diamo un caloroso benvenuto a Greta!


Ciao Greta! Sei una giovane cantautrice, tra l’altro, figlia del musicista cantautore Roberto Mariani. Essere figlia d’arte è una cosa che ti ha aiutata ad accrescere la tua passione per la musica?

G: Ciao! Sicuramente vivere in una casa di artisti, ma soprattutto essere sempre stata a contatto con la musica, ha influito sulla mia artisticità, su quella persona che io sono ora. Credo che questo, anche se in parte, provenga dal mio carattere, dal mio modo di essere. Mia sorella minore Zoe. ad esempio, è appassionata di arpa Celtica ma più in generale è molto portata per le arti pittoriche e figurative. Di certo avere un padre musicista ha influito positivamente, mi ritengo fortunata. Papà non mi ha mai obbligata o spinta, mi ha sempre lasciata libera di intraprendere il mio percorso musicale.

L’hai vissuta più come una responsabilità o come un vantaggio?

G: Credo ci sia stato un buon equilibrio tra le due cose. Certamente come ho detto prima, mio padre non mi ha mai fatto “pesare” la musica, quindi non l’ho mai vista come un dovere. Non vedendola in questo modo, non mi sento di dire che sono stata caricata da chissà quale responsabilità. Amo fare musica, la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Finora e soprattutto da bambina non ho mai cantato per far piacere a qualcun altro o perché obbligata, l’ho sempre fatto per me stessa, perché riesce a dare spazio alle mie emozioni e mi fa sentire bene.

Hai girato e giri parecchio un po’ per il mondo. Nel 2014 ti sei aggiudicata anche il premio “Akademia Music Award”. Più recentemente, nel 2017 hai aperto le prime quattro del tour dei Tiromancino oltre alle tappe dell’unplugged tour di Marina Rei. Hai sbocchi lavorativi ovunque. Quindi, dove vuoi puntare sulla tua carriera? Qui in Italia o all’estero?

G: Non mi piace molto quando si etichettano gli artisti, soprattutto in Italia si tende sempre a distinguere gli artisti internazionali/stranieri da quelli italiani. Penso che attualmente sia proprio questo il punto debole della discografia italiana. Chiaramente ho solo 17 anni e ancora tanto da imparare e da scoprire, inoltre provengo da una famiglia di origine americana quindi in un futuro non vorrei essere etichettata come cantautrice internazionale o cantautrice italiana e non vorrei neanche rivolgermi a un solo tipo di mercato.  Proprio perché credo di avere diverse possibilità non mi sento di escluderne nessuna per il mio futuro. Ho sempre scritto in inglese, che è la mia seconda lingua, ma non nascondo che sto lavorando a qualcosa anche in italiano.

A Marzo è uscito “Wonderful”, il tuo primo EP. Cosa ci puoi dire a riguardo, che già non sappiamo? Qualche influenza musicale ti ha ispirato particolarmente?

G: Per l’EP “Wonderful” non sono stata influenzata da un singolo artista, questo EP è un “resume” (riassunto) di tutte le mie influenze musicali (Joss Stone, Anne Marie, Aretha Franklin, Sigur Ros, Radiohead). Posso dire con certezza che è il progetto più pop che io abbia mai fatto. E’ stato interamente prodotto da David Ezra, con il quale collaboro da diversi anni, ma che fino ad ora aveva solo masterizzato le mie tracce/cover, nel “Hilltop Recording Studio” a Londra. Sicuramente da questo EP mi sono fatta influenzare da tutti quegli artisti interazionali emergenti e non. Ho mandato le tracce a David completamente a nudo, chitarra e voce. Lui poi ha pensato a dargli una veste pop e innovativa, un qualcosa di mai visto nel mio percorso artistico.

Progetti per l’estate o per un futuro prossimo?

G: Frequento il liceo classico e dopo un lungo anno stressante, l’estate è il momento giusto per ricaricarsi di buone energie. Per quest’estate ho intenzione di seguire molto bene l’uscita del singolo “Song N.5” e del rispettivo video. Passerò un mese in Sicilia come ogni anno, una terra che amo e che porterò sempre nel cuore. Credo che sarà un’estate molto simile a quella spontaneamente ripresa nel video di “Song N.5” (ride).




Infine...non so se è una possibilità che valuteresti o che escluderesti a priori, ma saresti pro o contro alla partecipazione ad un talent? Prendi X-Factor per esempio...

G: Mi capita di vedere talent, non “sto in fissa” come si dice a Roma ma ho una mentalità molto aperta e non escludo a priori quasi nulla, musicalmente parlando. Penso che i talent siano una grande occasione da sfruttare per ottenere visibilità dal punto di vista artistico, il difficile sta nel continuare a cavalcare “l’onda” della visibilità televisiva anche al di fuori di essi, quindi di non finire nel dimenticatoio subito dopo la fine dello show. Anche se credo fermamente che l’artisticità di un musicista non debba essere misurata su una scala da 1 a 10 o cronometrata, dal momento che delle componenti importanti di una performance sono le emozioni che l’artista vuole trasmettere all’audience. Ma il mio motto in questi casi è: perché no?!

Fai un saluto ai lettori di Outsider.

G: Un grande abbraccio ai lettori e alle lettrici di Outsider da Greta! Non dimenticate: be you, be outsider, always



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