Si racconta a noi... MustRow ! #musicinterview

56q

Quest'oggi con noi, per una delle nostre interviste a cuore aperto, si racconterà Fabio Garzia, in arte MustRow, che condividerà con noi la sua musica in occasione dell'uscita del suo nuovo singolo "Male(dire)".
Quindi chi meglio di lui riesce a trasmetterci la sua esperienza? 
Diamogli il nostro benvenuto e iniziamo!


"Male(dire), da come è nato questo tuo nuovo singolo e c'è mai stata qualche critica, in ambito musicale che ti è stata e che ti ha fatto cambiare il modo di vedere le cose? che sia in meglio o in peggio?

È stata una necessità musicale ma anche comunicativa. 
Volevo accendere una lucetta sulla musica Rock in un paese in cui il pop e il mainstream sembrano essere gli unici generi musicali a cui viene dato uno spazio, quando invece esistono molte realtá alternative nella scena underground ma volevo aggiungere anche un messaggio più ampio, avevo bisogno di parlare di ciò che ci sta accadendo come società, come individui, ma volevo farlo senza mettermi su un piedistallo a dare giudizi o fare polemica. 
Quello che cerco di dire con questa canzone è che ognuno di noi è complice di quello che sta succedendo, alimentiamo odio con una grande leggerezza, ci mostriamo impegnati ma non approfondiamo realmente le informazioni che andiamo spesso a condividere sui social, scrivere un bel post ci fa sentire di aver contribuito a cambiare le cose mostrandoci come se fossimo superiori ma per cambiare le cose dovremmo soffermarci di più sui concetti, informarci e non dare sempre la colpa agli altri.

Per quanto riguarda le critiche, non me ne vengono di particolari in mente, molto spesso sono generate da un gusto personale che accetto volentieri, il confronto genera sempre una crescita e in questi anni di musica ne ho avuti tanti di confronti che spesso mi hanno fatto cambiare idea e mi hanno portato ad essere quello che sono.

L'esperienza più bella, fatta in tutta la tua carriera musicale?

Qualche anno fa organizzavo insieme ad altre band una jam session in un piccolo locale a San Lorenzo, era un momento di condivisione musicale fortissima. 
Li ho conosciuto tanti musicisti e tanti amici, aspettavo tutta la settimana per andarci era diventato un appuntamento fisso per Roma, da lì sono nate tante band e tanti progetti che poi sono andati avanti per il loro percorso. 
Quello è stato uno dei più bei periodi musicali della mia vita.

MustRow, tuo nome d'arte, da cosa nasce e hai un ricordo in particolare dei tuoi inizi?

“Mastro” è sempre stato il mio soprannome me i miei amici, era un modo per prendermi in giro perché sono sempre stato un po’ testardo e in passato pensavo di avere ragione su tutto, col tempo il significato è sparito ma è rimasto il soprannome. 
Quando ho iniziato questo progetto ho deciso di chiamarmi così ma volevo dargli anche un significato più profondo che potesse rappresentarmi e che descrivesse quello che sento di fare da sempre. 
Giocando con la pronuncia inglese trovai un detto americano “we must Row” che signora “dobbiamo remare” e si usa per indicare la necessità di darsi da fare, un po’ come il romano:”tocca trottà”. Quindi decisi di chiamarmi MustRow.

Domanda di rito: cosa consiglieresti a chi vorrebbe iniziare un percorso nel mondo della musica?  

La cosa più importante è farlo perché lo si sente come necessità profonda e non perché si vuole diventare famosi. 
Bisogna lavorare su se stessi e proporre un messaggio che non assomigli agli altri solo per avere più possibilità di essere conosciuti, ogni personalità è unica e così dovrebbe essere la musica che ognuno di noi che suona e scrive. 
Io ci provo, non so se si sente ma sento che la strafa giusta sia quella di farsi influenzare della correnti o le mode, solo così si hanno delle chance di poter essere “pescato nel mucchio” 

Ringraziando MustRow e il suo staff per la gentilezza e la disponibilità, vi invitiamo a seguirlo sui suoi social per restare aggiornati su tutte le sue novità musicali. 

Buona musica a tutti