Oggi con noi una bravissima artista.
Poliedrica cantautrice e musicista, cuore pulsante del progetto musicale Zelda Mab. Ha una storia musicale molto ricca, è stata bassista e cantante dei Sick Tamburo (ex Prozac+), un’opportunità che l'ha portata a calcare palchi di rilevanza internazionale, condividendo l’esperienza con artisti come Linkin Park, Blink 182 e Sum 41.
Diamo il benvenuto a Gloria Abbondio e iniziamo!
Partiamo dagli inizi come è incominciata la tua passione per la musica e quando hai capito che sarebbe stata la strada giusta?
La mia passione per la musica è nata fin da piccola, grazie alla mia famiglia. I miei genitori, ancora giovanissimi, avevano intrapreso una carriera come organizzatori di concerti di musica classica, e questo mi ha permesso di crescere in un ambiente ricco di arte e cultura. A soli quattro anni mi sono ritrovata con un violino in mano, ma la mia curiosità non si è fermata lì. La passione per il pianoforte ha dato spazio a quella per la chitarra, per il basso e per la batteria. Ho avuto la fortuna di studiare al conservatorio e di assistere a concerti di musicisti internazionali, partecipare a Masterclass e scoprire tante culture musicali diverse. Fin da giovane, ho sempre avuto una connessione profonda con la composizione musicale e il palco è diventato per me una seconda casa. Tuttavia, è stato quando sono entrata a far parte dei Sick Tamburo che ho capito davvero cosa volessi fare. Lì ho incontrato Gian Maria Accusani, una figura severa ma fondamentale per la mia crescita personale, che per me è diventato più di un amico, quasi un fratello. È stato lui a farmi capire che la musica non è solo una passione, ma una vera e propria vocazione. Quel momento è stato un click decisivo: ho capito che la musica era la mia vita, il mio posto nel mondo. Da quel giorno, ho solo una certezza: questa è la strada che mi appartiene.
"Blu cobalto", il tuo singolo, collegandola alla psicologia del colore e trasformandolo in una foto, quali colori principali avrebbe e che emozioni legheresti?
Nonostante il titolo, che richiama la profondità e la serenità dell’abisso, 'Blu Cobalto' si trasforma in una danza di colori vivaci. Il blu profondo si mescola con un giallo brillante, un rosa chiaro, un azzurro delicato e tocchi di bianco luminoso. Se dovessi immaginare una fotografia che rappresenti il brano, la vedrei come una stanza dalle pareti azzurre, segnate da qualche crepa bianca, illuminate dalla luce calda e dorata che entra dalle finestre. Al centro della stanza, una figura felice che balla con spensieratezza. I colori si intrecciano a emozioni di serenità e felicità, ma anche di risoluzione, come se fossero il frutto di un viaggio che culmina nella quiete interiore. Il sentimento che lega tutto questo è una liberazione: dalla confusione alla pace, dal caos alla consapevolezza.
Cosa vorresti arrivasse a chi ascolta il brano per la prima volta e quale frase del testo sceglieresti per descriverlo?
Non ho un desiderio specifico su ciò che gli altri dovrebbero percepire dalla mia canzone. Penso che la musica sia un’esperienza personale, e ognuno percepisce e accoglie gli eventi esterni in base al proprio momento di vita. Tuttavia, ciò che mi risuona fortemente nel brano è un senso di euforia e serenità. Se dovessi scegliere una frase che racchiude il significato del brano, direi sicuramente: 'Esci da dove ti trovi e dimmi cosa fai, se sei felice adesso ed hai capito chi sei…' Questa frase, che maschera una domanda retorica, è un invito a fermarsi, a uscire dal personaggio che interpretiamo ogni giorno per capire se siamo davvero felici, se
siamo riusciti a raggiungere la versione migliore di noi stessi. È un invito al risveglio, al riconoscersi, all’accettarsi, al perdonarsi, all’amarsi.
Parlando di sogni, qual è il tuo sogno più' grande legato alla musica che vorresti realizzare?
Parlando di sogni lucidi, il mio sogno più grande legato alla musica è quello di girare l'Italia e il mondo in tournée, portando la mia musica a un pubblico che possa condividerne l'emozione. Sogno anche di collaborare come produttrice musicale per film d’autore, creando atmosfere che sappiano toccare profondamente le persone. Sogno che le mie note attraversino lo spazio infinito, raggiungendo le orecchie di chi sta oltre le nuvole. Sogno di raggiungere sempre nuovi traguardi, senza mai fermarmi. Sogno di vivere di musica e che la musica mi faccia vivere, in ogni suo aspetto. Ma, soprattutto, sogno un sogno che vada oltre la semplice carriera, un sogno che in realtà è più una missione.
Ringraziandoti per essere stata con noi ecco la nostra domanda di rito: che cosa ti rende una vera e propria outsider?
Non ho mai cercato di essere un 'outsider’, ma col tempo ho compreso che il mio percorso mi ha naturalmente portato a non allinearmi agli schemi prestabiliti. Non mi sono mai sentita a mio agio con le definizioni o le aspettative che mi venivano imposte. Questo non significa che abbia rinunciato alla connessione con gli altri, ma ho sempre privilegiato l'autenticità e la coerenza con i miei valori personali. Essere un outsider, in questo contesto, lo considero un impegno a restare fedeli a sé stessi e alla propria chiamata. È un distacco consapevole da ciò che non rispecchia la propria visione. La vera forza nasce dall’indipendenza mentale, dalla capacità di restare saldi nel proprio percorso, anche quando questo non segue la traiettoria comune. È nella riflessione profonda, lontano dalle pressioni esterne, che si acquisisce la chiarezza necessaria per trovare il proprio centro. Un outsider, scegliendo di costruire il proprio percorso, diventa pioniere di se stesso, una risorsa chiave per il cambiamento. Spesso, ciò che inizialmente appare come un ostacolo, si rivela invece la forza che consente a chi si distingue di raggiungere traguardi che altri non avrebbero mai immaginato possibili. In un’epoca che premia la conformità, la figura dell'outsider è essenziale. Non si tratta di essere diversi per il gusto di esserlo, ma di riconoscere il valore nell’onestà e nella spontaneità della propria arte. L'outsider non cerca approvazione, ma ambisce a fare la differenza. E sono proprio coloro che non temono di andare controcorrente, ma che hanno una visione chiara e decisa, a emergere nei momenti decisivi. Il vero successo non sta nell'adattarsi agli altri, ma nell'avere il coraggio di cambiare le regole del gioco. Ciò che mi rende una vera Outsider nel 2025 è la capacità di comprendere che l’essenziale è invisibile agli occhi.
Ringraziamo Gloria e tutto il suo staff per la gentilezza e vi invitiamo a seguire e supportare il suo progetto.
Buona musica a tutti!